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Montenegro | Holy See

H.E. Mr. Antun Sbutega, first Ambassador of Montenegro to the Holy See

Montenegro and the Holy See: Centuries of Mutual Respect
On January 22, 2007 11:00am in the Vatican City, the Holy Father received the letters of credence of Mr. Antun Sbutega, first Ambassador of Montenegro to the Holy See.


ANTUN SBUTEGA was born on November 27, 1949 in Kotor, Montenegro.
After being graduated in Economy from the University of Belgrade, he teaches as Professor at the Kotor Marine Faculty, University of Montenegro, where he assumes by another way the Deputy Headship then the Headship of the Economic Department (1977-1991).
In October 1991, he emigrates with his family to Italy, residing in Rome.
From 1994 to 2006, he works in the “Pontificia Opera Missionaria di San Pietro Apostolo” (Pontifical Society of St. Peter the Apostle) and the “Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli” (Congregation for the Evangelization of Peoples), also collaborating to the Eastern Europe Historical Studies Office in the University of Rome “La Sapienza”. He has been member of the Movement for Montenegro Independence; he is member of the Scientific Council of Archeosites Project.
Author of numerous historical and economical assays, H.E. Mr. Antun Sbutega is married to Nada Rašković and has three children — one son, Krsto, and two daughters, Olga and Ana; he speaks Italian, English and French.

The Holy Father, Pope Benedict XVI, receiving the letters of credence of Mr. Antun Sbutega, first Ambassador of Montenegro to the Holy See

In his address, Benedict XVI sent his greetings, via the Ambassador, to all of Montenegrin society which, “in its ethnic plurality, has wished to establish a direct and cordial dialogue with the Holy See. (...) Over the centuries,” he went on, “the peoples of the current Crna Gora have always maintained dynamic and cordial relationships with neighboring peoples, making interesting contributions to the life of European nations.”

The Pope went on to refer to Prince Nicholas of Montenegro, who in 1886 signed a convention that aimed to meet the spiritual needs of Catholics in that country. “When the evangelical message of salvation reached the lands of Montenegro,” said the Holy Father, “by embracing the Eastern and Western traditions together,” the country “came to be characterized as a privileged place for the ecumenical encounter that everyone longs for. The meeting between Christians and Muslims also took on compelling forms in Montenegro.”

“It is necessary,” he added, “to continue this journey, on which the Church hopes that everyone will make a joint commitment to unite forces in the service of the inborn nobility of human beings. The Church, in fact, sees this as a significant part of her mission, ... while maintaining respect for the traditions that give a land its identity.”

After voicing his conviction that, in Europe, Montenegro “will not fail to give its active support in the civil, political, social, cultural and religious spheres,” the Pope identified one of the country’s priorities as “reinforcing the state of law in the various sectors of public life” in order to promote “an increase in citizens’ trust in society,” both “as individuals and as a community.”

Turning to consider the position of Catholics in the country, Benedict XVI noted that “the full recognition, dating to more than a century ago, of the life and goals of the Catholic community in the context of Montenegrin society has turned out to be useful to the sovereignty of the State and ... to the specific mission of the Church.” He also recalled “the respectful attitude of the Orthodox Church of the time, which did not oppose the agreement with the Apostolic See,” but considered it “a useful instrument for meeting people’s spiritual needs.”

The Pope concluded his address by reiterating his great esteem for Montenegro and expressing hopes in the continuance of “fraternal dialogue with the Orthodox, so present and active in the country,” and of “millennia of mutual respect.”

CD/
LETTERS OF CREDENCE/
MONTENEGRO:SBUTEGAVIS 070122 (450)


ORIGINAL SPEECH IN ITALIAN BY THE HOLY FATHER, POPE BENEDICT XVI, TO THE ADDRESS OF H.E. MR. ANTUN SBUTEGA:

Signor Ambasciatore,

è per me motivo di singolare letizia accogliere le Lettere con cui S.E. il Sig. Filip Vujanoviç, Presidente della Repubblica del Montenegro, La accredita quale primo Ambasciatore presso la Sede Apostolica. Sia il benvenuto! Il sentimento del Successore di Pietro, oggi, ha origini antiche e si nutre di una memoria, che riannoda un dialogo mai interrotto nei secoli fra le stirpi montenegrine e il Vescovo di Roma. Per il suo tramite, Signor Ambasciatore, desidero esprimere vivo compiacimento, in primo luogo, al Signor Presidente della Repubblica, che ho avuto la gioia di incontrare di recente, e poi anche alle altre Autorità dello Stato e all’intera società civile montenegrina che, nella sua pluralità etnica, ha voluto instaurare un dialogo diretto e cordiale con la Santa Sede. His Holyness Pope Benedict XVI

Come Le è noto, sin dai tempi apostolici la Buona Novella ha raggiunto le terre che oggi formano la Repubblica a cui Ella appartiene. Tali legami di ordine spirituale si sono rafforzati ad opera dell’apostolato dei monaci benedettini, tanto da giungere, durante il pontificato del grande Papa Gregorio VII, al pubblico riconoscimento dell’indipendenza del Regno di Coclea, quando pervennero al Principe Mihail le insegne della regalità dalla Sede di Pietro. Lungo le alterne vicende dei secoli, i popoli attivi nell’attuale Crna Gora hanno conservato sempre un dinamico e cordiale rapporto con le altre genti vicine, tanto da offrire interessanti apporti alla vita di Nazioni europee, non ultima all’Italia stessa, alla quale, nel secolo passato, diedero persino una Regina.

Le antiche carte parlano di un fruttuoso dialogo fra la Sede Apostolica e il Principe Nicola del Montenegro, che portò nel 1886 alla stipula di una convenzione con la quale si provvedeva ai bisogni spirituali dei cittadini cattolici, dipendenti dall’allora capitale Cetinje. La lungimiranza delle risoluzioni adottate da quel Capo di Stato quanto al riconoscimento dei diritti di una parte dei suoi concittadini si impone ancor oggi alla nostra ammirazione, sottolineando la necessità di una giusta considerazione delle obiettive esigenze della pratica religiosa di ciascuno. Ogni cattolico è ben cosciente delle prerogative dello Stato, ma al tempo stesso è altrettanto conscio dei propri doveri nei confronti degli imperativi evangelici. Riflettendo, dunque, sui secoli trascorsi, quando il messaggio evangelico della salvezza ha raggiunto le terre del Montenegro, abbracciando la tradizione orientale e insieme quella occidentale, la Sua Patria, Signor Ambasciatore, si è caratterizzata sempre come luogo privilegiato di quell’incontro ecumenico che è da tutti auspicato. Anche l’incontro tra cristiani e musulmani ha trovato in Montenegro realizzazioni convincenti. 2006 Christmas message from His Holyness Pope Benedict XVI

Occorre proseguire su questa strada, sulla quale la Chiesa si augura che tutti convergano nell’impegno di unire gli sforzi a servizio della nativa nobiltà dell’essere umano. La Chiesa infatti vede in questo una parte significativa della sua missione a servizio dell’uomo nella sua interezza di pensiero, di azione, di progettazione, nel rispetto delle tradizioni che identificano una terra come tale. Sono certo che, in campo europeo, il Montenegro non mancherà di dare il proprio attivo apporto sia nell’ambito civile, quanto in quello politico, sociale, culturale e religioso.

Una delle priorità sulle quali sicuramente sta riflettendo la nuova Repubblica indipendente, che Ella rappresenta, è il rafforzamento dello stato di diritto nei vari ambiti della vita pubblica, mediante l’adozione di provvedimenti che garantiscano l’effettivo godimento di tutti quei diritti che sono previsti dalle leggi fondamentali dello Stato. Ciò promuoverà la crescita nei cittadini della fiducia sociale, consentendo loro di sentirsi liberi di perseguire i loro legittimi obiettivi sia come singoli sia come comunità all’interno delle quali hanno scelto di raggrupparsi, e questo si tradurrà in una generale maturazione nella cultura della legalità.

Il Montenegro appartiene alla famiglia delle Nazioni europee, alle quali, pur nella propria piccola dimensione, ha dato e intende continuare a dare il suo generoso contributo. Il pieno riconoscimento della vita e degli scopi della comunità cattolica nel contesto della società montenegrina, attuato oltre un secolo fa, è risultato utile alla sovranità dello Stato e gradito alla missione specifica della Chiesa. In quella specifica circostanza storica, come non notare il rispettoso atteggiamento della Chiesa Ortodossa del tempo, che non si oppose ad una intesa con la Sede Apostolica? Essa, anzi, vide in questo passo un utile strumento per meglio sovvenire ai bisogni spirituali della popolazione. È auspicabile che tale cristiana disposizione possa evolversi ulteriormente.

Come in passato, la Sede Apostolica desidera riaffermare anche oggi la propria stima, il proprio affetto e la propria considerazione per le nobili stirpi che abitano il Montenegro, anche perseguendo un dialogo fraterno con l’Ortodossia, tanto presente e viva nel Paese. Di tale atteggiamento sono testimoni i millenari rapporti di reciproca considerazione. Anche oggi occorre approfondire tale atteggiamento costruttivo, per servire al meglio le genti da Lei qui oggi degnamente rappresentate. Esse, con grande apertura d’animo, guardano contemporaneamente sia ad Oriente che ad Occidente, ponendosi come ponte tra l’una e l’altra realtà. In piena cordialità, come nei secoli trascorsi, è possibile stabilire quelle intese che vanno a beneficio del Paese e della comunità cattolica, senza minimamente ledere i legittimi diritti di altre comunità religiose. Questa è la via imboccata dall’Europa odierna e che il Suo Paese intende percorrere con tanta speranza.

Signor Ambasciatore, le odierne credenziali che Ella mi presenta sono il segno di una volontà positiva di contribuire alla vita internazionale con la propria identità specifica. In tal senso, Ella troverà nella Sede Apostolica un’interlocutrice che ben conosce la storia, il presente e i desideri del Suo popolo. In me e nei miei validi collaboratori, Ella incontrerà attenzione e considerazione, basata sui millenari cordiali rapporti reciproci. Nel chiederLe di rendersi interprete presso le Autorità che L’accreditano della mia stima e della mia gratitudine, Le chiedo di trasmettere l’espressione del mio vivo auspicio di prosperità, di pace e di progresso per tutti gli abitanti del Montenegro, sui quali invoco le abbondanti benedizioni dell’Altissimo.

Copyright © VIS Vatican Information Service 2007.
With special thanks to Father Federico Lombardi S.J., Holy See Press Office Director, Vatican City.
Photograph credits: © P.O. LEROY’s private archives 2006; Vatican Information Service 2007.

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